STAGIONE 22_23
… start your engines!
Sono le diciotto del 29 maggio 2022; il cielo sopra Indianapolis, capitale dell’Indiana, pieno Middle-East americano, è coperto di nuvole grigiastre. L’afa è ancora consistente e si respira calore nel celebre catino dell’Indiana MotorSpeedway; quattro curve e quattro rettilinei da percorrere per duecento volte a una media di poco superiore i trecento chilometri/orari con punte da trecentottanta.
L’attesa per l’inizio della competizione più famosa del Motorsport statunitense è eccitante; la solita parata militare precede il tetro volteggio di un Boeing B-52H Stratofortress. Le note di God Bless America lo vedono allontanarsi nella foschia. Poi un blando silenzio e la voce determinata dello speaker che dà inizio all’agone: “Drivers…start your engines!”
È una sorta di chiamata alle armi, è la frase più risolutiva dello sport americano, da lì in avanti, benzine al metilene, gomme arroventate e motori esplosivi genereranno velocità irripetibili per far tagliare a uno solo il mitico “Brickyard”, ovvero quella striscia larga poco meno di un metro – fatta in mattoni del primo novecento – che dà inizio e chiude il giro di pista. Chi lo farà prima di tutti gli altri, non importa se per un centesimo di secondo o per un giro, avrà gloria eterna e un bottino milionario in dollari.
In tempi meno sofisticati l’annuncio era più pertinente, ma esclusivo: “Gentlemen, start your engines!”. Poi divenne più “politically correct” con “Ladies and Gentlemen, start your engines!”, fino all’annuncio odierno, neutro, Guidat* accendete i vostri motori.
Così noi, sabato 13 luglio, accenderemo i televisori alle 20:45; magari qualche minuto prima, per stemperare le tensioni accumulate in questi due mesi di inutili chiacchiere, di annunci e rettifiche, di speranze e delusioni.
Sarà una stagione bislacca, essendo il Campionato del Mondo incuneato in un periodo dell’anno anomalo; quindici giornate all’inizio e ventitré dopo il Qatar. Giocatori timorosi di rovinarsi un’eventuale occasione in Medio Oriente, giocatori sfibrati dalle tensioni del mondiale, rigettati nella mischia con venti gradi di differenza dopo solo quindici giorni per rimettere la mente in bolla.
Un’anomalia ai confini dell’idiozia, un azzardo senza rete nel Barnum mondiale della sfera.
Ho rifuggito le amichevoli estive, foriere di informazioni frammentarie; ho guardato qualche riflesso filmato con stanca curiosità e ho annotato qualche numero, giusto per non perdere l’allenamento.
Ad aggiungere indeterminazione a questo quadro, così disarticolato, si integra la campagna acquisti che continuerà ben oltre un terzo di questo striminzito girone d’andata.
La nostra, in entrata, penso sia conclusa, salvo smentite, mentre in uscita potrebbe fornire ogni genere di sorpresa; agiamo come asfittici vecchietti sulle bancarelle degli O’bej O’bej, cerchiamo l’affare di nascosto, con la sincera certezza che non compreremo nulla di quel che ci serve.
Al di là delle note tecniche più solide, la squadra ha mantenuto un presunto livello qualitativo, omettendo però che tutti, nessuno escluso, sono più vecchi di un anno; partendo da questo assunto, se la carriera di un pedatore può essere considerata di otto-dieci anni, per ciascuno andrebbe individuata la collocazione dell’annata in corso, onde comprende al meglio se questa parabola vedrà molti dei nostri in ascesa o in discesa.
La mia idea è che un buon cinquanta percento sia in netta discesa e che la quota di quelli in ascesa non potrà colmare quel disavanzo.
Riguardo ai “nomoni” che ci hanno sfiorato, Dybala ha trovato destinazione degna, ricordandomi l’Angelillo deposto da Helenio, non piango per il suo mancato acquisto. Di Bremer credo fosse fuori luogo il prezzo e, a quella cifra, o c’è Thiago Silva prima maniera – superbo nel difendere, delizioso nell’impostare – oppure mi tengo i miei e cerco di fare cassa con roba diversa.
Rimaniamo in una sorta di guado che, cambiando una consonante, ci porterebbe verso lidi poco graditi.
Sarà così a principiare dal portiere: Batman Handa se la giocherà con Cespuglio Onana e questo la dice lunga sulla qualità presunta del colored col bosso in testa.
La difesa ha un anello incerto nell’Olandesina, già visto per tulipani in molte situazioni estive, e non ha riserve, sancito il fatto che Sant’D’Ambroeus non può moltiplicare pani e pesci, Darmian è usato sicuro e il giovin Dimarco ha velluto offensivo e broccheria difensiva. Sebbene Skri sia depositario di vero interismo, valore aggiunto non da poco, ha già accusato infortunio in estate; dall’altra banda Ciuffo Bastoni spero non ci riservi bastonate come con la Nazionale.
La fascia sinistra dovrà fare a meno della vigoria di Sua Maestà Perisic, trovando nel teutonico Gosens un barcollante soldato di ventura. L’altro lato caro al Mister con la riga in mezzo, sarà proprietà del Panteron, uomo dalla corrente alternata, e del giovine Bellanova, esterno di gamba, le cui soluzioni finali sono difficili da decifrare oggi. Messo in condizione di erogar palloni verso il centro del campo, meglio dell’area, il Bella ci dovrà mostrare il grado di precisione e la qualità dei servizi fornibili, solo allora potremo giudicarlo un progresso o un regresso rispetto alla scorsa stagione.
Lo stesso potremmo dire del sestetto di centrocampo ove il Durlindana sarà come sempre faro ma dove mi aspetterei l’evoluzione definitiva del Turbinante Nicolino e lo sbocciare del giovane albanese Asllani.
Vorrei un appiattimento, si spera verso l’alto, dell’andamento sinusoidale nel gioco del turco e non chiedo altro che muscolo al Giando, per una sommatoria finale stazionaria nell’ambito. Dell’armeno Miky ho tanta ammirazione, ma il rischio della pasta scotta rimane alto.
L’attacco sarà il vero enigma: Lu-La forever urlano i tifosi più accesi. Only Lu-La dico io osservando il fatto che i due rincalzi, per motivi opposti, non possono circolare. Gekko è oltre l’ottavo anno di rendimento e quindi mi pare scaduto come uno yogurth, il Tucu è vana speranza sulla quale vorrei tanto sbagliarmi.
Lu-La fornirà un bottino da quaranta gol, buono come utile sottofondo per cercare di ambire agli ottanta necessari per poter contendere il titolo a chicchessia.
Otto potrebbero arrivare dalla difesa, dieci-dodici dal centrocampo; a quel punto ne mancherebbero venti da rincalzi ed esterni.
A patto di non prenderne più di venti-venticinque, cosa assai improbabile visto la riottosità a ripiegare di tutto il pacchetto centrocampo-attacco e la vena indecifrabile del duo bianco-nero che custodisce la linea fatidica, quella che separa la vita dalla morte, calcistica si intende.
Ultimo il Mister, pettinato in modo omogeneo e specchiato; predilige gioco arioso e manovra ampia, ne dovrà fare a meno per mancanza di ossigeno negli esterni. Dovrà rannicchiarsi un po’ nella nostra metà campo per lasciare un po’ di prateria alla Belva di Anversa, altrimenti asfissiato nelle geometrie minime delle aree affollate, dovrà ruotare per non bollire i più buoni, come già fece dissennatamente lo scorso anno, e dovrà capire, con largo anticipo, i salti di condizione che, col Mondiale tra gli zebedei, saranno ampi e vistosi.
De Gaulle bollò queste situazioni con un lapidario “Vaste programme”… a cinque millions all’anno io potrei cercare di studiare soluzioni ventiquattro ore su ventiquattro, fronteggiando la morte per sfinimento.
Non so se Inzaghino farà altrettanto.
Bauscion* start your electronic devices… the battle is on!
Forza Inter e JMS, JMS, JMS.
