Quando vedo partite come queste e sento i commenti, che gli aedi televisivi si affannano a trovare, penso, sicuramente sbagliando, alla solita messinscena. Ne prendo un paio, così, giusto per motivarvi il mio stato d’animo di fronte a una vittoria tanto dovuta quanto insignificante, tappa sonnolenta di un cammino affannoso verso una meta che vale questa partita, ovvero un miserabile posto in Cenpion Lig. Prendiamo el panteron; l’olandese, dopo i mondiali, è sembrato il cugino letargico del magnifico levriero che solcava la fascia destra. Diciamocelo, il piede di Denzel, che non è una patologia, non è mai stato vellutato; certo, in alcune circostanze poteva produrre servizi degni di nota, ma spesso era foriero di palloni ingovernabili anche dai più noti tra i prestigiatori calcistici. Oggi ha svillaneggiato calcio per quasi un’ora, inciampando su sé stesso a più riprese, poi, illuminato da non si sa quale folgore, ha messo un onesto piattone in mezzo all’area che, con fortunosa magia, scivolando sul piede d’appoggio, El Toro ha – arcuatamente – convertito in rete. La rete della sicurezza.

Da lì, richiamati dal capitano di giornata, i peana del pubblico per quello che, erroneamente, il calcio odierno chiama assist; Denzelone ha ripreso coraggio ed è uscito tra gli applausi. Che meraviglia. Gekko non gli è stato da meno; ogni pallone toccato disinnescava il nostro attacco quando non rilanciava il contropiede avversario. Una zavorra dal peso biblico; poi le maglie si sono allentate e lui, nella versione di lento rifinitore d’antan, ha roteato in tutti i posti meno che in quelli ove dovrebbe essere deputato, dispensando qualche pallone, finalmente a compagni con la maglia mappamondo, quella che un incauto giovane commentatore ha definito una peculiarità unica nel suo genere. Troppo giovane per aver visto quante volte i nerazzurri fossero scesi in campo con la maglia bianca e fascia orizzontale nerazzurra, o banda diagonale con i medesimi colori, per dovere di ospitalità verso squadre dai colori sociali similari. Il commento: Gekko devoto alla squadra in questa sua nuova chiave interpretativa. E anche qui standing ovation televisiva!

Tutto questo per dire quanto insulsa sia stata la partita che, peraltro, ci ha regalato una prima rete da “futebol bailado” terminata con conclusione trigonometrica del Miky armeno.  Bravissimi i tre del centrocampo, ottimi i difensori, inoperoso lo sciamano, sontuoso Gosens; un due a zero morbido come un cachemire di qualità, cosa volere di più in una domenica dove i cugini e JMS perdono?

Finisco con un’unica nota “tennica” per il Milziade che – sia per la miseria dell’avversario, sia per le orecchie tirate in settimana – ha confezionato qualche variante al solito ruminare a ritroso. Si potrà sperare, nel prossimo futuro, che l’area di rigore venga popolata in modo ordinato e le palle che scaturiranno dagli esterni vengano indirizzate rasoterra in direzione di giocatori in grado di battere fronte alla porta visto che di testa la prendiamo una volta sì e cento no?

Oggi è capitato tre volte e abbiamo fatto due goals…un caso?

Pensiamo allo Spezia, anche lì serviranno tre punti.