La prima notizia è scontata: da oggi l’acronimo JMS sarà variato in JMLS, dove L sta per quello che sapete voi.

Per contro, in epoca ante-VAR, si sarebbe dovuto fare atto di contrizione per la serie di errori marchiani commessi dai moribondi nerazzurri in occasione della rete di JMLS.

Ormai la squadra agisce per inerzia che, dalla fisica classica, sappiamo essere la mancanza di forze. Chi più, chi meno, fa appello alle residue energie per vomitare un calcio stentato, privo di argomenti seri.

Il copione è noto, giro palla al rallentatore, uomo che si libera al cross e palla senza qualità a centro area dove i difensori avversari sembrano orsi in attesa dei salmoni lungo le rapide.

Mi fanno compassione questi ragazzi, abusati dal Milziade, che non si fida altro che di loro e dello schema a lui congegnale.

La spia della riserva è accesa da tempo; il rendimento del girone d’andata era 2,05 punti partita, oggi siamo a 1,62. Le analogie con la scorsa stagione paiono preoccupanti; avremo un turno di CL in più e la semifinale con JMLS che si preannuncia dispendiosa sotto molti profili.

I giocatori cadono come birilli, oberati dal perenne gioco in inferiorità numerica, schierando lui, per protervia almeno un attaccante inutile in più. Come ripetuto sino alla noia, l’avere quattro attaccanti così scarsi comporterebbe delle scelte coraggiose; significherebbe trovare alternative anche nei ruoli non abituali per i singoli.

Ma sarebbero invenzioni troppo audaci per l’uomo dalla riga in mezzo.

L’unica consolazione di questa partita è quella che, per la legge dei grandi numeri, non continueremo a perdere con JMLS; ci riuscisse, il Milziade del Trebbia incornicerebbe il suo destino nerazzurro come un simil-Mazzarri.

Guardiamo avanti, questo calcio bizzarro ci darà, dopo la sosta, nove partite nove…non so cosa aspettarmi.

Nel giorno della festa del papà, ricordandomi lo spirito di Nick, finisco con un suo classico: “Chetati cuore mio, hai sopportato ben altro…” e questo basta in una serata trista e desolante.