Perdere a Napoli, contro i futuri campioni d’Italia, sembrerebbe un atto dovuto; perdere avendo ruotato molto gli elementi della squadra un dato inconfutabile.

Meglio perdere oggi e non mercoledì, unico vero traguardo appetibile della stagione.

La sconfitta – la dodicesima – sembra addirittura sovradimensionata rispetto a quanto visto sul campo ove i nostri, pur indeboliti dalla presenza congiunta del Giando e dell’Asador Maximo, hanno retto l’urto partenopeo con attenzione.

Una volta passati in svantaggio, in virtù dei cambi e nonostante l’inferiorità numerica, i gialli di giornata hanno pareggiato ma non hanno saputo mantenere questo punticino per troppa disattenzione difensiva.

All’indomani di una settimana inebriante e di un possibile traguardo in Cenpion scuso tutto; la sconfitta complica un poco il mantenimento della zona per giungere alla massima competizione europea. Tuttavia, l’avversario finale sarà l’Atalanta che vedremo a San Siro la prossima settimana, potendo contare su due risultati su tre.

Non scendo molto nei dettagli che riguardano il Milziade che, solo adesso, si è accorto quanto sia necessario far rifiatare i giocatori; evidente che, se si gettano nella mischia tutte le seconde linee, il risultato non potrà essere il migliore.

La protervia nel mantenere due attaccanti, dei quali uno è l’Asador Maximo, rappresenta un atto di sfrontatezza calcistico che, come detto, scuso solo in questa settimana di ebbrezza pedatoria.

Tra le righe ho visto una squadra ancora con gamba e tenacia, esclusi ovviamente il Giando e il suddetto paracarro addetto alla griglia; speriamo in una gestione più arguta e in un traguardo tagliato mercoledì. Un passo per volta, mai avremmo sospettato di dover soffrire sino al dieci giugno.