20230603_ Torino 0 Inter 1
Vittoria in chiusura: quota 72
Poteva essere una partita da giocare con la Primavera; Milzy ha scelto di giocare, senza strafare, per mantenere desta la ciurma.
Così è stato, con qualche cambiamento minimo; il Torino non è compagine malleabile e, nel finale, avrebbe anche avuto le occasioni per dividere la posta. Evidentemente la sorte ci è amica e, diciamocelo, noi stessi, pur giocando con il freno a mano tirato, avremmo potuto risolvere con il raddoppio.
Il manipolo di fedelissimi del Milziade ha mostrato condizione rimarcabile a questo momento della stagione e una predisposizione alla lotta che la dice lunga sulla calibrazione psico-fisica ottenuta per la Finale del sogno inaspettato.
La mente non può che essere già a Istanbul con un occhio a Wembley dove City e United si disputavano il più vecchio trofeo del calcio, la FA Cup. L’ha spuntata il City, i noiosi dirimpettai dei più blasonati Red Devils; non è stata una passeggiata.
Così provo a proporre qualche pensiero per affrontare al meglio questi giorni di ansia; la rassegnazione non mi appartiene, sebbene la lettura della sfida sia chiaramente in favore degli azzurri di Manchester.
I Citizens sono armata con un padiglione d’armamenti spropositato; tuttavia, la coralità della manovra non è sempre accompagna da un’esecuzione finale pulita. Molti cercano il successo personale: Haaland, De Bruyne e soci vogliono una ribalta esclusiva. L’ossessione per entrare nel tabellino potrebbe portare alla testardaggine. L’assetto difensivo, specie nelle corsie, non è speciale; qualcosa concedono.
Sono spiragli in una fortificazione che ha catapulte per sterminare eserciti enormi, ma un manipolo di prodi potrebbe trovare una breccia; una sorta d’imboscata che deragli il corso della battaglia.
Milzy non dovrà farsi incantare dalle ultime sirene; se battaglia sarà, sarà battaglia di trincea. Meglio spendere Gekko subito e lasciare a Lukaku 35 minuti di arrembaggio. Si aggiungessero i supplementari e, perché no, i rigori, la Belva di Anversa reciterebbe ruolo primario. Le soluzioni di centrocampo sarebbero già scritte, se Miky fosse a posto; ma essendo l’armeno reduce da infortunio, varrebbe lo stesso discorso fatto per Lukakone.
Sul resto l’ordinario è quello che abbiamo e, non fosse questo, la partita sarebbe più aperta; tuttavia, ognuno di loro può estrarre coniglio dal cilindro.
Sono tenui divagazioni per coltivare un sogno inconfessabile; non si realizzasse, l’aver estromesso la prosopopea dei cacciaviti varrebbe mille volte di più delle loro probabili gufate e dei loro mesti sfottò.
Due parole sul campionato concluso oggi; settantadue punti sono un traguardo da minimo sindacale.
Il Napoli ha espresso potenziale da 92/93 punti quindi inarrivabile; noi siamo scaduti di dodici punti rispetto allo scorso anno.
Posso capire che la Cenpion Lig ci abbia dissanguato, basta guardare come sono andate a finire le partite prima e dopo i turni di Cenpion, convengo che abbiamo avuto un attacco spuntato però non tutti i mali sono venuti per nuocere. Brozo è stato rimpiazzato da un eccellente Chala, Skri ha avuto in Baby Face Darmian un sostituto altrettanto valido, se non addirittura migliore, perché molto più bravo nella fase di costruzione.
Sul Milziade ho detto a più riprese e ben venga che sia uomo di coppa; per il campionato avremo tempi migliori. Così, non potendo ambire al titolo, si sarà risparmiato per esprimersi altrove; Eupalla lo ha ascoltato e ha elargito il suo fluido nel momento del bisogno. Sabato un aiutino non sarebbe disdicevole, fosse impossibile ce ne faremo presto una ragione; l’imprevisto nostra unica speranza.
