Milano è l’unica città europea che può vantare due squadre di questo rango; il rango della semifinale di Cenpion Lig. Milano aveva un’aria strana, oggi. C’era traffico, c’era gente per le strade, ma la testa sembrava altrove; una quiete irreale, bagnata da una pioggia che voleva riportare all’inverno già dimenticato.

Derby a tavola e sui campetti tra amici avevano preceduto un rito che solo qui si può celebrare; un’inimicizia sottile e garbata, non per questo meno accesa.

Il campo l’ha manifestata in quindici minuti, vissuti come un lampo di magnesio che ha abbagliato i cugini e reso sfolgorante uno dei migliori inizi degli Inzaghi’s Boys. Il Milziade sapeva cosa poteva spendere per fulminare il Diavolo: El Chala, vertice basso, garantisce uscite verticali e senza dubbi, Miky ha la sapienza di chi ha navigato gli oceani più agitati del calcio mondiale e il Turbinante, per indole, fornisce quella spinta incessante che, anche se non del tutto finalizzata, ha l’indubbio merito di riportare il versante del gioco sulla sponda opposta.

La seconda rete è una testimonianza di pura trigonometria calcistica; non un caso che il velo di un attaccante liberi l’accorrente centrocampista. Che meraviglia.

Il mood nerazzurro è parso inebriante fino al palo del Chala; solidissimi i tre difensori, efficacissimi e applicati sia Ercolino sia El Panteron, segno che i dettami del Milziade fossero stati ben trasmessi.

Ha risolto e successivamente giganteggiato Gekko; evidente che la risma del campione sia uscita nella sera richiesta, inutile chiedergliela a ripetizione, gambe e polmoni non lo consentono più, purtroppo per lui e per noi. Accontentiamoci di questa serata prodigio e facciamo tesoro per la staffetta del ritorno: sarà la chiave di volta per la qualificazione. El Torito si sarebbe procurato un rigorello ma il Varista non ci è cascato. Sul resto avrei desiderato qualcosa in più e spero lo abbia riservato per il prossimo giro.

Terminati i classici trenta minuti di fulgore, siamo necessariamente scesi di rendimento e abbiamo dato inaspettato vigore a chi era stato preso a schiaffi come in un film di Bud Spencer.

Tuttavia, la nostra sorte ci ha concesso lo sciamano Cespuglio che, per confessione del suo predecessore Julio Cesar, intanto che i nostri impazzano nella metà campo avversaria, cosparge di unguenti munifici i pali delle porte; in oltre sessant’anni di calcio questa mi mancava. Come dargli torto; il Milan è arrivato ad annoiarlo.

L’ingresso del Durlindana per Miky ha fornito nuovo vigore a un centrocampo elettrico, ma in via di scaricamento; il Giando ha scarpato con vigore, di più non è concesso, Lukakone ha imposto il proprio volume, l’Olandesina ha fatto vedere che, nelle necessità, si potrebbe adattare a qualunque ruolo.

Chi ha confermato la sua inadeguatezza è stato l’Asador Maximo, forse inserito dal Milziade per generare della suspense alle perennemente maltrattate coronarie nero-blù. Rendendo, con l’ingresso del Tucumano, la sfida impari ha salvato l’incasso del ritorno. Ritorno nel quale, da buon interista, mi aspetto già di tutto; certo, mi avessero prospettato questo risultato per l’andata avrei firmato su un foglio grande come due Boschi Verticali e uno Orizzontale. In alto i cuori, mancano solo sei giorni…per ora silenzio.