Ci sono momenti in cui l’astensione al commento risulta obbligatoria; i fili che legano le evoluzioni della sfera sembrano annodarsi e snodarsi con logiche imperscrutabili. Culliamoci in questo sogno, che sa di favola, fino a mercoledì, poi soffriremo l’impossibile già da fine aprile. Non so come arriveremo a maggio ma, come ho detto, mi astengo.

Quando arrivano queste piccole sventure, tuttavia, mi piace rovistare nella memoria e sulla rete; lì si trova il lenimento e la risposta matematica a un presente solo vagamente enigmatico.

Porto solo qualche dato e qualche argomentazione.

 

La dirigenza

Non sappiamo come andrà a finire e, per conseguenza, ogni somma sarebbe prematura; ieri però abbiamo visto, per stessa ammissione del Milziade, un portiere degno di nota. Era nostro “aggratis”, con un ingaggio modesto e lo abbiamo regalato per spicci al Monza; abbiamo acquisito con sontuoso ingaggio Cespuglio Sciamano, tanto per dire quanto sappiamo fare di conto…e poi dicono che il cinese non spende. Ma è la punta dell’iceberg. Si potrebbe raccontare di ben peggio.

 

Il Milziade del Trebbia

Il 6 aprile 2016 la Lazio sostituisce Pioli con Inzaghi; ‘a Lazie ha perso rovinosamente il Derby c’a Roma e ha bisogno di una sferzata. Lotirchio sceglie l’allenatore della Primavera, è appunto il nostro attuale Simone.

Parte subito con un 3-0 contro il Palermo; finirà con 4 vittorie, una contro di noi, e 3 sconfitte.

Forse un presagio.

In questa tabella sono raffigurati i rendimenti d’a Lazie e nostro.

 

Legenda: Annata / Punti Andata / Punti ritorno / (V–P–S) – commento

 

2017 37/33 (21-7-10)

2018 40/32 (21-9-8) Esce da CL ultima giornata (Sconfitta con Inter per rigore Icardi e gol di Vecino ultimi 7 min)

2019 32/27 (17-8-13)

2020 43/35 (24-6-8) 36 gol di Immobile (14 rigori…)

2021 34/34 (21-5-12) (21)

 

Inter

2022 46/38 (25-9-4) I commenti sullo scorso anno si sono sprecati…

 

Si evincono dati continuamenti eguali: un girone d’andata più brillante del girone di ritorno, sconfitte sempre consistenti per numero, grandi appuntamenti mancati, altalena vittorie – sconfitte sempre in funzione.

C’è un unico denominatore comune, il 3-5-2, un drammatico credo al quale non vuol disobbedire.

 

I giocatori

Prematuro passare in rassegna i pregi e difetti dei giocatori: ne prendo un settore paradigmatico, l’attacco, e inizio da Romelu Lukaku.

La Belva di Anversa è finita con Donnandonio; facciamocene una ragione.

Oggi è tornato fisicamente accettabile ma non in grado di esprimere il minimo indispensabile.

Faccio delle domande le cui risposte sono sin troppo facili.

È mai stato uomo d’area? Ha mai espresso il meglio di sé in aree affollate? Di testa è meglio che di piede? Agisce meglio fronte alla porta o spalle alla porta quando orbita intorno ai sedici metri?

Le risposte, che arriverebbero da un bambino dell’asilo, condannano ogni modalità di impiego del suddetto.

Sul fronte dell’attacco ha sodali impresentabili allo stato attuale; Correa ha avuto 20 occasioni per mettersi in mostra e ha partorito 13 tiri e 3 gol, numeri da brivido. Gekko fa tenerezza e Lautaro è finito un mese dopo il Qatar. Perché dobbiamo giocare sempre in 10? In effetti 3 difensori, 5 centrocampisti e 2 attaccanti, non c’è soluzione.

 

Commento finale sullo stratega

 

Credo sia difficilissimo fare l’allenatore dell’Inter, in aggiunta, senza dirigenza; certamente essere all’Inter comporta un ricco conto in banca, alloggi in case e hotel cinque stelle, servizio di cucina di prim’ordine, accompagnamenti da e per appuntamenti di prestigio con limousine, equipaggiamento di lusso, fama e celebrità…

MA PORCA DI QUELLA TROIA VORRAI SFORZARTI UN ATTIMO PER NON PERDERE, NON DICO VINCERE, CON EMPOLI, SPEZIA, MONZA E ALTRE OTTO CHE MI SONO DIMENTICATO PER LA RABBIA????