Jorge Valdano – campione argentino, uomo di cultura calcistica superiore, raffinato nei gusti letterari – chiamato a commentare una partita molto simile a quella tra Inter e Lazio di oggi, chiuse lapidario, nel celebrare i meriti dei vincitori, come solo l’idioma ispanico può: “… se desenvuelve mejor en el caos!”

Rapportata a oggi, suonerebbe “L’Inter dà il suo meglio nelle situazioni di caos”, ovvero quando il fraseggio è dominato da una fisicità che può consentire l’avanzamento a dispetto della tecnica.

Le contraddizioni permanenti di questa stagione si sono espresse, nella loro interezza, a mezzogiorno e mezzo di questo ondivago aprile; aveva aperto un inutile gol propiziato dal più inutile dei nostri giocatori, ovviamente in fuorigioco. Miky aveva chiuso da maestro, ma ha visto il suo colpo di biliardo dissolversi nel VAR. L’unica, inutile, palla accettabile manovrata dall’Asador Maximo, di lì in poi solamente nocivo. Qualche minuto e una “scarligada” dell’ex Acerbi ha promosso il vantaggio di F.Anderson, classico giocatore che quando vede Inter si trasforma. Passare da 1-0 a 0-1 è stato un sospiro e l’epilogo sarebbe stato certo se lo Sciamano Cespuglio non avesse imposto più di una saggia manata. Bambola difensiva a parte, non si era giocato male, sebbene la precisione dei dettagli finali fosse rivedibile; il Durlindana si era avvitato su innumerevoli palloni, Ercolino, dinamico, era spesso impreciso nel dialogo ultimo e Baby Face si era mostrato meno lucido del solito in fase di spinta. Erano stati eccellenti Miky e Turbinante, purtroppo poco assecondati nel dialogo con le punte, essendo Lukakone incatenato alla sua scarsa forma, in aggiunta non assistito dall’Inutile, perché nominarlo mi provocherebbe un attacco di orticaria.

Da qui in poi tutto il “merito” del Milziade; dovendo sostituire Sant D’Ambroeus perché ammonito (giocatore ammonito-giocatore sostituito) ha inserito El Panteron, arretrando Baby Face. Finito il periodo di inutilità ha dovuto, pena la morte, estromettere l’Asador Maximo inserendo El Toro, ha cambiato Miky con Chala e, trovandosi con lo spettro della dodicesima sconfitta, ha azzardato Gosens, indietreggiando Ercolino.

Questa la vera richiesta di caos da parte del Milziade; un casino tipico dell’arrembaggio disperato, complice una Lazio indolente come parte dei suoi supposti fuoriclasse. I nostri hanno trovato in questa blanda irregolarità la linfa per salire di rendimento.

In questo guazzabuglio finale abbiamo visto una Belva di Anversa muscolosa e raffinata, un Toro che ha fatto quanto richiesto, ovvero segnare da dentro l’area, e un Gosens supremo nel convertire in rete un delizioso servizio del Mobilia, pagando però il gesto atletico con la lussazione della spalla.

Qui il Milziade ha dato sfoggio di ulteriore arguzia tattica inserendo l’Olandesina al posto che sarebbe spettato a un esterno, costringendo Ercolino, rivitalizzato, a fare il quarto di difesa, sperando che nessuno se ne accorgesse. Un arrocco occulto, diavolo d’un Milzy!

Ti pensavamo tetragono nel 3-5-2 e, invece, in uno scampolo di partita ecco la sorpresa.

Come sempre la vittoria, peraltro cercata con accanimento, lava i peccati e fornisce una piccola, ulteriore, conferma su quanto vado dicendo da tempo: se si gioca con gli undici titolari sempre dall’inizio non esistono risorse per ribaltare l’incontro, essendo le nostre riserve molto meno efficaci. Mescolando il tutto è possibile ottenere il risultato sperato, avendo, in aggiunta, i titolari non spremuti da minutaggi insopportabili.

Milziade…meglio tardi che mai.

La speranza è viva, ci aspetta un maggio caliente!