Guardiola definì l’Atalanta fastidiosa come una visita dal dentista; essendo del ramo posso comprenderlo.
Il fastidio ce lo saremmo tolto in tre minuti, tanto è bastato per liberare la Belva di Anversa, in letale contropiede, con la consegna di travolgere Sportiello. A stretto di giro, un ulteriore assalto si è concluso con una volee del Turbinante che, quando azzecca i giri del motore, ha nei piedi la miccia della devastazione.
Giunti a vantaggio rassicurante i nostri hanno in parte gigioneggiato, in parte deviato la testa verso Istanbul, consentendo alla Dea di rientrare. Un po’ troppe le amnesie difensive, smacchiate spesso da Ace, ancora una volta maiuscolo nel reparto. A centrocampo e in attacco si è badato all’orpello invece di imbracciare il fucile. Bene che, a coronamento di una doppia prestazione degna di nota, uno smaltato Lukakone abbia imbucato per uno smerigliato Durlindana in proiezione offensiva; questi, nei pressi del traguardo, ha ceduto al Toro la palla della tranquillità.
In effetti la squadra si è mossa come di consueto, generando fiammate imparabili, alternandole a momenti di sonnolenza; è una compagine che deve vivere sul ritmo, non riesce a gestire la gara se non rallentando complessivamente.
Il giudizio su tutti, a parte qualcuno, ha un neo che sarebbe sofistico rilevare in una notte di ebbrezza per il conseguimento dell’obiettivo minimo stagionale, la qualificazione in Cenpion Lig.
In questo maggio stralunato, il luogo dove, in venti soli giorni, avremmo potuto cadere in una scarpata o salire sino al cielo, abbiamo imboccato la seconda strada che ci porterà, il dieci giugno, a coltivare un sogno inconfessabile.
La botte è molto piena, godiamocela; del resto il calcio è inspiegabile e, una volta che questa irrazionalità ci procura gioia, teniamocela stretta. Il tempo per le riflessioni sarà un altro.
Per Torino convocherei gli Allievi e qualche tifoso volontario, per contro manderei tutta la prima squadra già a Istanbul per non lasciare nulla al caso, non sia mai che il tramonto sul Bosforo generi qualche scompenso.
