Game, set and match: vendicata la sconfitta mangia-scudetto dello scorso anno, punito un Bologna presuntuoso, venuto a Milano per far il colpo grosso.
Nella realtà, questa è la classica vittoria di chi è forte con i deboli e debole con i forti, copione che stiamo recitando a meraviglia nel corso di questa stagione. La rete felsinea che ha inchiodato Cespuglio, stasera in affascinante completo pesca, avrebbe fatto infuriare anche un armadillo, per il cumulo di sfighe che condensava; dopo un primo smarrimento i nostri si sono rianimati e – con un’azione ricca di caso, cross sporco e volée mirabolante del bosniaco – hanno tessuto veemente reazione che, se vista domenica scorsa, non saremmo qui a mugugnare ancora.
A casa mia una carenza di carattere equamente divisibile tra giocatori, nessuno dei quali ha il bastone del comandante, e allenatore, placido come il Trebbia nei periodi di secca.
Contro questo modesto Bologna, il deficit di personalità globale è stato mitigato da altri colpi di pregio: detto di Gekko, fa clamore la doppietta di Ercolino, il cui sinistro arcuato è affilato come una katana.
Giusto per mettere un po’ di pepe, in una partita troppo grassa per essere vera fino in fondo, il Milziade, nel valutare in passato l’enfant du pais, provò a cambiargli ruolo e lo portò lontano dalla porta avversaria, quando, nei fatti, il Dima ha calcio e cross di qualità differente rispetto al look calcistico da manovale che indossa.
Quando il risultato è così abbondante, ogni commento è superfluo; viva l’Inzaghi a trazione anteriore e viva la banda che suona e che canta. La vicinanza con la sconfitta al JMS’Stadium acuisce il rammarico per le occasioni mancate ma è altrettanto evidente che la squadra viva sui nervi e, se questi non sono irrorati da robuste dosi di camomilla, la negazione della prestazione risulta maggiormente evidente con le squadre di rango leggermente superiore.
Siamo terzi-quarti-quinti, provvisoriamente, e questo la dice lunga sull’ammucchiata che, da qui a poco, si formerà; il Napoli rimane fuori portata. Agisse con questo ritmo, sino a fine campionato, sfonderebbe il record di 102 punti detenuto da JMS.
Si accontentasse di ottenerne 10 in meno avrebbe l’opportunità di mancare 5-6 partite da qui alla fine del campionato senza avere contraccolpi: in poche parole perderanno lo scudetto solo se cadranno in un tombino.
Noi siamo nella mandria di quelli che mirano alla Cenpion Lig; cuntentemes e prepariamoci per i magutt, ingrugniti dalla sconfitta di Lecce. Vedarem!
