Esimio Mam,
della partita avete detto tutto, poco da aggiungere, se non alcuni inutili corollari a tre degli argomenti sollevati.
Del Panteron, ovvero di quanto la pazienza possa avere un limite. Accennavo la scorsa settimana all’oscena statistica che accompagna questo ex pedatore ( ammesso lo sia mai stato ) ormai deciso a giocarmi contro.
Più il celestiale amico Piero Montorsi tenta di fare per mettere un pò d’ordine alle mie scardinate coronarie, più questo grandissimo figlio di un’innocente creola distratta cerca di portami al coccolone da ribrezzo.
Esiste un limite alla pazienza umana, se poi è quella di un Interista Internato, sapete tutti come questo limite sia assai meno ampio ( noi siamo quelli della Scala del Calcio, quelli nato all’Orologio, non i pacchiani bredaioli che ho visto con i miei occhi applaudire persino un cesso con le gambe come Lino Golin, improbabile esterno di un bbilan triste come il naso di Bartali ) .
Bene, Esimio Mam e Prof.Piero Montorsi, sappiate che la mia pazienza nel sopportare l’indegna modestia del Panterone oranje è terminata, ancora una paio delle sue bestialità pedatorie e dovrete entrambi entrarein azione, uno per cercare senza speranza di rianimare la mia schifata pompa, l’altro per ricordare ai miei eredi che all’estremo saluto vorrei che si alzassero in cielo tanti palloncini nerazzurri.

Del cronista sportivo, ovvero del critico che scrive solo a patto di sapere chi è l’assassino prima di leggere il romanzo. Ascoltare i resoconti post partita ti fa immediatamente capire come la stragrande maggioranza dei cosiddetti “giornalisti” ( scusali, Giuànn Fu Carlo, scusali se puoi ) abbia visto al massino 60/70 secondi di highlights, sufficienti a fargli dire una marea di banalità, spesso lontane anni luce dalla realtà di chi ha visto la partita per intero, magari dal vivo. D’altra parte, basta un gol dell’avversario all’ultimo secondo, dopo che la squadra ha preso venti pali, dieci traverse, il loro portiere si è trasformato in un gibbone cenerino a furia di tirar via dal sette golazi sicuri, per far scrivere all’ebete di turno, quasi sempre affetto dal congiuntivo labilis ” brutta sconfitta della squadra xy che affronterà una settimana di crisi e musi lunghi”.
Categoria indegna di antenati di primissimo livello, sgrammaticati fanfaroni che hanno spostato i loro inutili culi dal bar sport del paese alla redazione di qualche giornalaccio solo adatto a foderare i vetri in camporella.
Le eccezioni ci sono: alcuni giovani – Borghi su tutti – dimostrano grandissma visione di gioco e grande proprietà di linguaggio ma, come detto, sono tigri bianche allo zoo di Bangkok, ormai in estinzione.

Della parabola per la quale una notizia diventa tale se letta ovunque, anche sul muro di un cesso dell’autogrill, basta rilanciarla e diventa vera

Non so se avete notato, ma poco prima che le squadre scendessero in campo, durante il riscaldamento, un giovane dall’espressione di chi era lì per caso, se ne esce con questa frase ( testuali parole ):
” giornata veramente speciale, l’Inter gioca, per la prima volta nella sua storia, a San Siro con la seconda maglia, era successo solo con la maglia del centenario, ma quella era celebrativa ”
Un brivido freddo e canaglia mi corre sulla schiena….
Ma come, ma che cazzo sta dicendo? Vorrei inforcare una Lamborghini Murcielago, fiondarmi a San Siro in 3 minuti netti, scavalcare la transenne e prendere per il collo il giovane stronzo, finirlo lì, in diretta nazionale.
Resto basito, un beep mi avverte di un messaggio Internato, siete Voi Esimio Mam che come me state per avere un accesso di bile, e poi un altro, ancora più interessante: la fonte è calciomercato.com, che mette la notizia per iscritto e quindi, per proprietà transitiva, ripetendola in televisione diventa vera, come il dash che lava più bianco perchè Franco Cerri è immerso in acqua davanti alla TV.
Mai provocare il Vate Cecio, lui è sempre bravo e buono con tutti, ma se gli toccate l’Inter in bianco e nero perde il controllo, diventa una belva, imbraccia il pc e scrive le più irripetibili delle offese, per molto meno gente assai più moderata si prende denunce per lesioni personali. Non vi copio qui cosa ho scritto loro, molto di voi fermerebbero la lettura per eccesso di scurrilità.
La mia, la nostra Inter, avrà giocato con la seconda maglia a San Siro più di un centinaio di volte, un tempo si usava come omaggio di benvenuto alla squadra ospite, come ancora succede nel basket in US.
Io stesso, al mio battesimo al Tempio il 5 marzo del 1961 vidi i miei beniamini schiacciare aaaLazio sotto una valanga di gol indossando la maglia bianca con striscia nerazzurra a scendere , dalla spalla sinistra all’anca destra.
Addirittura il famoso derby del sorpasso del ’65, quel fantastico 5-2 con doppietta di Sandrino venne giocata con quella maglia, e così altre decine.
E’ vero, sono malato, la mia Interite è grave, anzi gravissima, ma la storia è storia e non si può offendere, così alla cazzo, come se non contasse nulla e tutto si perdesse nel giro di pochi secondi di attualità.

bene, ho finito, come vede inizio la settimana bello vispo, gùzz m’en rampìn come dicono i brianzoli del basso lario

ad majora, esimio Mam

Cecio