20230610 – Manchester City 1 Inter 0

Sarebbe stata una festa impossibile; eppure la Finale aveva alimentato più di un sogno. In una continua oscillazione tra gioia e tragedia, stormi di nerazzurri hanno sperato l’imprevisto che, nel calcio, può essere un atto compatibile nelle partite di una notte. Bisogna avere dalla propria parte coraggio e sorte; a noi sono mancate, in misura differente, entrambe. Possiamo compiacerci di avere combattuto, di avere concesso il giusto, di avere tenuto in bilico il risultato contro una squadra dipinta come l’ Invincibile Armada; sono parole consolatorie per una sconfitta che giunge dopo avere dato quanto si poteva. Tutto? Forse. Oppure quel tutto per alcuni è stato sufficiente e per altri non è parso del livello richiesto.

Poteva essere la sfida tra “guardiolismo” e “inzaghismo”; certamente il Milziade esce da questa contesa a testa alta, ma qualche dito della mano se lo sarà mangiato.

Avere tenuto il City su un piatto d’argento, con un atteggiamento oltremodo guardingo, ha regalato convinzione agli azzurri d’Albione che, facce televisive eloquenti, avevano più ansie dei nostri. Bravo Milzy a tenerli tranquilli, ma se si vuol vincere qualche carico bisogna rischiarlo.

Intendiamoci, l’artiglieria lombarda è del secolo scorso, però un uso un po’ anticipato della baionetta, come hanno dimostrato i quindici minuti finali, non sarebbe stato disdicevole.

A sua discolpa le carte a disposizione sono modeste; hanno tradito i due centrocampisti, Chala e Turbinante, mai veramente efficaci, sebbene volenterosi. Ha offerto prestazione da vero capitano il Durlindana, poco assecondato in uscita sia da Gekko, evanescente, sia dal Manzito, purtroppo riallocato in rango più basso rispetto a quello che aspettavamo. Un delantero che fa mezzo tiro in porta in questa partita non merita grande considerazione. Ha giganteggiato Ercolino, rombante e scalognato, mentre El Panteron si è rattrappito senza mai incidere. Il trio di difesa ha fatto il possibile; forse troppo poco reattivi nell’occasione capitale, Baby Face in testa. Hanno fatto qualcosa Gosens, il Bella e Miky, sebbene impiegati per un minutaggio modesto. Avevamo grandi speranze in Lukakone ma la Belva di Anversa ha smarrito la magia e l’eventuale pareggio ci è stato negato proprio da lui. Cespuglione ha fatto del circo ma nel momento topico non ha tradito, sul gol assolutamente incolpevole.

La sorte non ci è stata amica, oltre il pareggio sarebbe stato difficile andare e purtroppo l’energia calcistica, tecnica e vis agonistica, si è dimostrata, di poco, avara.

Si chiude una stagione estenuante, ricca di contraddizioni e questo incontro, in parte, le racchiude; è stato un grande viaggio nel quale ognuno ha fornito quanto in suo possesso.

Averlo percorso in cinquantasette partite è stato, oggettivamente, un miracolo; evidentemente Istanbul non ne prevedeva di ulteriori.