Sentendo un notiziario alla radio ho percepito un numero che mi ha fatto trasalire: settantamila a San Siro per il match con la Cremonese.
Con tutto il rispetto per i re del torrone, mai in vita mia avrei pensato di vedere siffatta platea per una partita che ha confermato il motivo dominante di questo campionato: sette- otto squadre giocano un altro sport.
I grigio-rossi hanno anche imbastito del buon calcio ma contro questo Turbinante Nicolino ci sarebbe voluta la Kryptonyte (mi piaceva con due ipsilon); questo è il Barella che ci meriteremmo.
Box-to-box e decisivo; il gol l’esemplificazione di quanto dovrebbe fare per solito. Calma nella coordinazione, abbassamento della spalla opposta al piede calciante e torsione avente perno sull’anca opposta alla gamba implicata nel battere il pallone che, fatto non irrilevante, non deve essere colpito con furore ma con coordinazione. Sarà la massa corporea a imprimere l’esatta forza perché la sfera assuma velocità imprendibili.
Il Nostro è stato anche sapiente nel fornire a nonno Gekko una palla incisiva dopo una transizione di quaranta metri e ha le fattezze del sublime il colpo di testa a seguire che avvia il contropiede del terzo gol ulteriormente impreziosito da una palla a girare che ha tagliato la difesa dei torroni e messo El Toro, volitivo, nella condizione di giustiziare l’incolpevole Radu.
Appartiene al verbo calcistico a me più gradito anche la rete grigio-rossa e qui finisco.
Dovessi commentare le smagliature tecnico-tattiche che abbiamo esibito di fronte a un pubblico che, per astinenza calcistica, meriterebbe una finale di Cenpion Lig alla settimana, andrei avanti due ore e, visto il risultato, suonerebbe da bastian-contrario. Mi accontento di qualche squisita parabola del Dima, stasera sorvegliato dallo zio Darmian; annoto la rete del grigliatore che, se non altro, è andato incontro al portiere quando il compagno ha tirato; apprezzo gli sforzi di tutti nell’apparir degni.
Celentano cantava eravamo in centomila, anno 1967… io dell’Inter lei del Milan; questa sera abbiamo vissuto una singolare replica che ci regala tre punti obbligati e ci proietta verso il Derby con rinnovata fiducia; per fare questo basta guardare il risultato e non la partita.
