Una squadra che perde di goleada dal Barca non mi desta preoccupazioni; tuttavia, a leggere le presentazioni, la trasferta in terre di cechia (si dirà così?) presentava qualche ispida domanda.

Il Viktoria non perdeva in casa da ventotto partite, il pubblico che affolla il catino di Pilsen era stato dipinto come tra i più focosi dell’est europeo e la velocità in contropiede dei rossoblù sarebbe stata una spina nel fianco della compagine nerazzurra.

Delle due l’una: o chi ha scritto tutto ciò aveva ecceduto con la Pilsener, nota birra locale, oppure, per contratto, aveva dipinto i ceki come Belzebù onde attirare giusta attenzione su una partita che altrimenti non avrebbe meritato neppure la diretta televisiva tanto è stata diseducativa, calcisticamente parlando.

Un dato è certo: non usano più il luppolo di una volta.

Al suo posto credo mettano del Tavor o dei derivati perché il ritmo che ha animato l’incontro era da sonnifero, il pubblico, descritto come feroce, ha sostenuto i suoi con un batti-mani leggiadro: Padre Buozzi e Marcolino, assieme alla loro band, I Calici Piangenti, sarebbero parsi degli hooligans.

Riguardo alla squadra ceka non so come abbia potuto fare due gol al Barcellona; vero che Acerbi ha fornito sicurezza all’esordio, che Cespuglio Onana ha saputo neutralizzare l’unica conclusione degna di questo nome, ma le sortite nella nostra metà campo sono parse solamente velleitarie.

Certo, se l’avversario gioca male vuol dire che tu lo hai costretto a farlo; per contro, non mi è parso di vedere manovra fluida e spumeggiante da parte dei nostri per l’occasione in tenuta mappamondo.

Quando governiamo il gioco la palla necessita sempre di uno starnuto in più per essere ridotta a miti consigli, abbiamo impiegato il suddetto Cespuglio a mo’ di centromediano metodista, tanto abbiamo ampliato l’asfittico giro-palla a ritroso. Le soluzioni finali sono sempre state timide, con palle giocate un filo meno del necessario, la qualità si è vista a sprazzi, troppo radi per dichiararci guariti.

Chi più, chi meno, in genere tutti hanno contribuito a fornire una prestazione sonnolenta ma, alla fine, soddisfacente; se bastava andare a trent’allora per vincere, perché andare a cinquanta? Vero anche questo.

Purtroppo, ma è conclusione autolesionistica, saremo terzi nel girone e questo ci trasporterà nelle sabbie mobili dell’Europa Lig, con tutte le controindicazioni del caso.

Non mi pare che la pochezza calcistica generale vista stasera meriti ulteriori commenti: è preferibile il vincere al perdere, pertanto godiamo e pensiamo alla Birra Moretti che, sarà impressione sbagliata, viene fatta ancora con i prodotti giusti!